Apple ha appena cambiato il significato di “scrivere codice”. Il 3 febbraio 2026, con Xcode 26.3, Apple introduce un concetto che vale la pena prendere sul serio: coding agentivo.
Finora l’AI in IDE era soprattutto reattiva: autocomplete “muscoloso”, suggerimenti di funzioni, snippet. Utile, sì. Ma sempre dentro un perimetro: tu fai, lei completa.
Con l’agentic coding il paradigma si ribalta: non chiedi “scrivimi questa funzione”, ma dai un obiettivo. Tipo: “aggiungi una sezione meteo all’app”. E l’agente… se ne prende carico.
Cosa cambia davvero (in pratica)
Da quanto mostrato nella demo tecnica, l’agente:
analizza il progetto (file, architettura, dipendenze) prima di agire
propone un piano e chiede conferma (controllo umano, non magia)
consulta documentazione ufficiale
modifica anche il “lato noioso” che blocca ore di lavoro: settings, entitlement, configurazioni
scrive codice, lancia la build, legge gli errori e avvia cicli di autocorrezione
Nella demo: per aggiungere il meteo con WeatherKit e UI “Liquid Glass”, l’agente crea nuovi file Swift (oltre 400 righe), setta permessi, compila, fallisce, corregge, ricompila… fino al successo.
E la frase più importante non è “ha finito il lavoro”. È: “quello che mi avrebbe richiesto ore è ora un’ottima prima bozza, pronta per essere revisionata”.
Questa distinzione è tutto.
Il “ponte” tecnologico: MCP
Il punto strategico è che tutto questo passa da Model Context Protocol (MCP), definito come standard aperto: una lingua comune tra agenti e Xcode.
Traduzione: oggi Claude/Codex, domani potenzialmente un ecosistema di agenti specializzati dentro l’IDE.
La vera conseguenza: cambia il ruolo dello sviluppatore (e del team)
Per me il takeaway è semplice:
👉 si passa da scrivere codice a dirigere sistemi che costruiscono. Lo sviluppatore (e il product team) diventa più “architetto” che “muratore”:
definire obiettivi chiari
supervisionare scelte architetturali
curare UX, qualità, edge case
trasformare una bozza veloce in un prodotto rifinito
Domanda aperta (che vale per tutti noi)
Se oggi un agente può costruire una feature intera e correggersi, il passo successivo sembra inevitabile: manutenzione proattiva, bug report → fix suggeriti, analytics comportamentali → feature proposte.
Siamo pronti a progettare prodotti (e processi) per un mondo in cui il software non viene solo “sviluppato”, ma co-gestito da agenti?
Se ti occupi di prodotto, UX o sviluppo: qual è la prima cosa che cambieresti nel tuo workflow con un Xcode così?



